Nel nostro staff abbiamo una imponente squadra di complicatori.

I complicatori sono i burocrati per definizione. Stirpe discendente dai più efficienti elementi della burocrazia borbonica, godono nell’introdurre nuovi adempimenti per tutti i cittadini.

I complicatori hanno il delicato compito di formare i semplificatori, i quali sono suddivisi in 2 categorie:

Una prima categoria è composta dai semplificatori del primo tipo, soggetti che non devono avere letto più di 3 libri  in tutta la loro vita (inclusi testi scolastici) e devono possedere almeno 50 amici o amici del cugino dai quali acquisire informazioni strategiche per il destino dell’umanità

Altamente empatica, questa tipologia di semplificatori è la più presente nel nostro staff, spesso la più presente nei nostri bar o in quelli degli organi legislativi.

Sono luoghi nei quali si eleva e riesce a dare il meglio di se.

 

I semplificatori del secondo tipo devono avere letto non meno di 3.000 libri (inclusi scolastici) e scritto non meno di 500.

Leggono e capiscono almeno 5.000 parole al minuto e ne ricordano l’80% per almeno 10 anni. Non hanno amici o amici del cugino.

E’ una tipologia di semplificatori numericamente inferiore alla prima ma di rilevante importanza. Interviene spesso quando la prima categoria, raffrontandosi con soggetti di elevato profilo, e sovente dopo la decima birretta, ha difficoltà a imporre le sue idee di semplificazione come particolarmente illuminate. Scarsamente empatica, sta rinchiusa nel suo ufficio almeno 18 ore al giorno.

Altra figura di spicco del nostro staff è il “Normalizzatore”. Il suo compito è molto delicato e di estrema importanza. E’ l’ispiratore e il più grande sponsor della conosciuta “legge del capo”, e della famosa frase del Marchese del Grillo (io so io e voi non siete un c….) che introduce ogni volta che i semplificatori hanno svolto efficacemente il loro lavoro.

Un esempio delle sue straordinarie qualità l’abbiamo visto nel mese di settembre 2017, quando i nostri semplificatori hanno collaborato, prima all’inserimento di vari bug e poi alla disconnessione del sito dell’agenzia delle entrate, rendendo impossibile la verifica e la trasmissione dei dati del cosiddetto “spesometro”. Il normalizzatore è subito intervenuto nella stesura del comunicato stampa dell’Agenzia entrate del 25.9.2017. Inorridito, ha provveduto immediatamente a eliminare le scuse dell’Agenzia (mai far capire che il capo ha sbagliato) e inserito la frase “gli uffici dell’agenzia…valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni…”.

Con questa frase si è voluto chiaramente ribadire chi ce l’ha veramente più duro di tutti, con la usuale attribuzione al cazzaro della facoltà di non applicare ai danneggiati le sanzioni per le cazzate da lui commesse. “Gli uffici valuteranno” è un grande classico che da tempo abbiamo introdotto nella terminologia della pubblica amministrazione italiana. Ricorda un certo “le faremo sapere“, “lei sa bene chi sono io” e combatte i rischi di eccessivo rilassamento.

 

Corso di Burocrazia difensiva